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Come (non) perdere il lavoro con Facebook

Pubblicato da Luca // 9 ottobre 2015 // 159 visualizzazioni

social-media-policy-facebook A quanti di voi è capitato di postare su Facebook un’immagine, oppure un pensiero? E ancora, avete condiviso qualcosa dal newsfeed, mentre eravate al lavoro? E magari, quell’immagine vi ritraeva nel vostro posto di lavoro? Oppure avete appena condiviso con il mondo quello che pensate dell’azienda in cui lavorate? In tutti i casi, state rischiando di essere cacciati dal vostro posto di lavoro. Prima di iniziare a cancellare tutte le immagini e i post compromettenti del vostro album, ho un paio di argomenti da raccontarvi e forse qualcuno di questi vi potrebbe evitare una spiacevole sorpresa.

In Italia

Dovete sapere che in Italia le aziende possono licenziare i loro dipendenti per giusta causa, se questi, ledono in modo evidente l’immagine dell’azienda attraverso un commento offensivo nei social network. Il Tribunale di Milano è intervenuto poco tempo fa, confermando il licenziamento dal posto di lavoro di un dipendente che durante la pausa caffè si è fatto ritrarre con alcuni colleghi e successivamente ha postato la foto con tanto di offese all’azienda (azienda di m…), senza nominarla direttamente. Altre volte sono stati utilizzati degli account fake per chattare con l’operaio durante l’orario di lavoro.

Ma come evitare di rovinarsi la giornata?

Ma come evitare di rovinarsi la giornata? Click to Tweet

Parliamo di Facebook, ma badate bene, vale per tutti i social network. Ci vuole, innanzitutto, buon senso da parte di tutti. Non bisogna distrarsi in chat con gli amici durante l’orario di lavoro, ma bisogna considerare anche che i social network non sono siti pornografici e a volte sono degli importanti strumenti di lavoro, se pensiamo ad un ufficio marketing, ad un’agenzia, o semplicemente ad un collegamento Skype. Per questo motivo, bloccare ogni via di accesso ai “siti nella lista nera”, non è la scelta migliore. Ricordate che esistono anche gli smartphone personali. Le aziende italiane, anche quelle medio-grandi, purtroppo, fanno ancora molta fatica a tenere il passo con l’evoluzione della comunicazione. Anche le regole sono cambiate, ma nessuno ancora riesce a trovare il tempo di spiegarvele. I dipendenti vanno, quindi, informati e formati sulle nuove modalità di comunicazione.

Fan Page traditrice

La vostra azienda ha aperto una pagina aziendale su Facebook. Sapete esattamente come dovete comportarvi? Ecco i principali errori che un’azienda potrebbe commettere, subito dopo aver pubblicato il loro primo post:

  1. Non comunicare le intenzioni aziendali. I social network non sono un’esclusiva dei piani alti e i dipendenti devono essere aggiornati riguardo le intenzioni dell’azienda.
  1. Lavorare a comparti stagni. È necessario coinvolgere tutti i reparti. I social media non sono solo una responsabilità dell’ufficio marketing, o dell’agenzia di comunicazione. L’ufficio delle risorse umane, o chi si occupa dei rapporti con il personale deve avviare un piano di comunicazione interna per ridurre le possibilità di errore.
  1. Dimenticare la social media policy. Questo documento include le linee guida da seguire nelle attività di comunicazione social. In questo modo i dipendenti saranno al corrente delle intenzioni dell’azienda e allo stesso tempo saranno tutelati rispetto il corretto uso dei canali social.

 

A quali rischi si espone l’azienda?

I dipendenti potrebbero postare, anche in buona fede, nella fanpage aziendale, dei contenuti che l’azienda ritiene sensibili o non in linea con il piano di comunicazione. Chi vive l’azienda al suo interno è un’ottima risorsa di contenuti, ma va governato. Se pensiamo al caso di una fiera di settore, potete ben immaginare, gli effetti positivi di una condivisione corretta di contenuti e immagini da parte di diversi dipendenti di una stessa azienda, anche se durante l’orario di lavoro. Altro problema è il caso in cui i dipendenti rispondono ad una critica o ad una domanda di un altro utente, senza autorizzazione, anticipando le intenzioni dell’azienda e a volte in modo scorretto o poco elegante. In questo caso gli effetti negativi sarebbero fuori controllo e l’immagine dell’azienda risulterebbe compromessa. Vi immaginate cosa succederebbe se un meccanico Volkswagen rispondesse in modo brutale ad un cliente arrabbiato, direttamente sulla fanpage del gruppo automobilistico? Ecco, come ultima cosa, se usate un iphone, ma lavorate per un’altra azienda di telefonia evitate di postare da mobile. Non preoccupatevi è già successo.

La social media policy

È il documento che raccoglie le regole di condotta che gli operatori autorizzati alla gestione di una canale social aziendale, si impegnano a seguire. La policy interna coinvolge non solo il personale dell’azienda, ma anche le agenzie partner e i fornitori. La policy esterna, è invece riunisce le regole che ogni singolo utente deve rispettare (la netiquette) quando interagisce con i contenuti di una fanpage: ad esempio non inserire contenuti che offendano la sensibilità delle persone, la religione, il sesso o l’etnia, oppure inserire commenti non pertinenti all’argomento di discussione e ovviamente non compiere azioni di trolling. In questo caso l’azienda si riserva la possibilità di eliminare commenti che non rispettano tali principi. Il contenuto di una social media policy interna, ricalca molto spesso i contenuti del codice di condotta aziendale, quindi riguarda la non divulgazione di informazioni sensibili e il rispetto dei valori aziendali. Inoltre, nel documento, sono raccolte le regole collegate all’uso dei propri profili personali, come, ad esempio, il rispetto nei confronti dei competitor e le linee guida di interazione con i contenuti postati (ad esempio, evitare commenti troppo lusinghieri e autocelebrativi). La policy interna specifica, infine, quelle che sono le regole di ingaggio che l’azienda intende seguire, nei confronti di critiche e nelle situazioni di crisi, ovvero nei confronti di particolari circostanze che richiedono modalità e tempistiche di intervento ben precise.

Conclusioni

Proibire l’uso dei social network non è la scelta più efficace che può prendere un’azienda. Regolamentarlo è consigliabile. Formare i dipendenti è auspicabile. In poche parole, non fate finta di niente e riuscirete a gestire al meglio tutte le situazioni.

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