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Creativi e persuasivi con una landing page

Pubblicato da Luca Binotto // 21 aprile 2015 // 90 visualizzazioni

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Quando si inizia un articolo di un blog, come questo, uno dei fattori più importanti è la scelta del titolo giusto. In realtà bisognerebbe dire: scegliere le parole giuste per il titolo.
Il potere di persuasione che hanno alcune parole non è certo una novità, ma anche in fase di realizzazione di un qualsiasi progetto di design, è indispensabile prendere in considerazione alcuni suggerimenti. Oggi vi parliamo di come essere persuasivi con il layout di una landing page. La scelta dei caratteri, dei colori, la dimensione dell’’immagine, la posizione che essa occupa nello spazio, la lunghezza dei moduli da compilare, sono tutti strumenti molto potenti e, molto spesso determinanti, per la buona riuscita della vostra strategia di comunicazione.

Dopotutto, il vostro obiettivo è far convertire il maggior numero di persone.

Tranquilli, non c’è nulla di mistico in questo processo. Semplicemente, mettete la vostra creatività al servizio di una strategia di Conversion Rate Optimization (CRO) ovvero tutte le azioni per ottimizzazione una pagina web, partendo dalla comprensione del comportamento umano, con l’obiettivo di ottenere una reazione da quest’’ultimo, come il salvataggio di un documento scaricabile, l’invio di una richiesta o anche un acquisto.

Ma prima di tutto, a chi vi rivolgete? L’’utente cosa si aspetta da voi?
Il primo passo è analizzare i dati aggregati del vostro sito internet e, se possibile, le conversioni ottenute nelle vostre passate campagne di comunicazione. Una volta raccolte le informazioni di cui disponete, sarà possibile riflettere al come ottimizzare la pagina di destinazione. Ecco come.

Secondo gli studi del Dr. BJ Fogg (Fogg Behavioral Model for persuasive design), il comportamento umano è un prodotto di tre fattori: la motivazione, l’’abilità e l’’innesco. Secondo gli studi di Fogg, quanto più si mantengono in mente questi fattori in fase di progettazione, tanto più sarà convincente la vostra landing page.

1. Motivazione Il modello comportamentale di Fogg sostiene che gli esseri umani sono motivati principalmente da tre conflitti emotivi: piacere/dolore, speranza/paura, e riconoscimento sociale/rifiuto. Relativamente ai nostri scopi, prendiamo in considerazione la “speranza” e il “riconoscimento sociale”. La speranza ci induce a pensare ad un risultato positivo, mentre il riconoscimento sociale è storicamente un fattore rilevante nel nostro inconscio, perché è da esso che dipendeva la nostra sopravvivenza all’interno di un gruppo. Questo come si traduce in fase di progettazione?

  • Dedicate uno spazio all’interno della landing page per trasmettere ai visitatori le competenze della vostra azienda. Definirsi come un’’autorità nel campo, darà ai visitatori più di un motivo per fidarsi di voi e li renderà più propensi alla conversione.
  • Mai sottovalutare il potere della testimonianza sociale. Quando i visitatori vedono che un gruppo di persone ha scaricato l’offerta prima di loro, diventano più propensi a imitare il comportamento. Tranquilli, l’abbiamo fatto tutti almeno una volta.

2. Abilità Ricordate sempre che le persone non hanno lo stesso tempo da dedicare ad un annuncio. Allo stesso modo, non hanno lo stesso grado di sensibilità o le stesse conoscenze in materia. L’approccio migliore è quello di rendere la vostra landing page più semplice possibile, in termini di tempo di lettura e di sforzo cognitivo. Come procedere?

  • Se il vostro obiettivo è far scaricare all’utente un’offerta, non dovete costringerlo alla lettura di troppi contenuti, in quanto è molto probabile che egli non abbia tempo da dedicarvi. Meglio arrivare al punto, il più velocemente possibile e trasmettere il valore della vostra offerta con un’immagine. Non solo i contenuti visivi sono più accattivanti, ma sono anche molto più facili da digerire rispetto le parole.
  • La compilazione di un modulo online è notoriamente un’azione scomoda che richiede del tempo. Concedete al vostro utente un pizzico di libertà. Concentratevi sulle informazioni essenziali, se non volete farlo scappare. In un secondo momento potrete dedicarvi ad una “profilazione” più accurata.

3. L’’innesco o fattore scatenante Un innesco, per definizione, stimola un determinato comportamento a compiersi nell’’immediato. Ci sono tre tipi di innesco:

  • La scintilla, che motiva il comportamento.
  • Il facilitatore, che rende il comportamento più comprensibile.
  • Il segnale, che indica o ricorda.

Ma qui si parla di web e in questo caso i fattori scatenanti diventano più importanti che mai: una persona riceve un segnale che lo incoraggia ad agire immediatamente e, talvolta, d’impulso. Come stimolare la reazione?

  • Quando un utente arriva alla vostra pagina, potrebbe esitare, se non fosse chiaro che l’’azione da compiere è libera. Non bisogna lasciare loro il tempo di pensarci e mettere in evidenza che l’’offerta da scaricare è gratuita. Dare evidenza alla parola “libero” o “gratis” potrebbe essere la strada giusta.
  • L’’innesco può essere utilizzato anche per incoraggiare le persone ad agire d’impulso. Aggiungere parole come “subito”, “disponibile ora”, “solo per un tempo limitato,” o “non perdere tempo”, aumentano la possibilità che si concretizzi un comportamento d’impulso.

Per concludere, un ultimo consiglio: provate, provate e poi provate. Ve lo avranno detto in molti, non esistono ricette perfette per ottenere un risultato soddisfacente, se non quelle maturate con l’’esperienza e l’’analisi dei risultati precedenti. Una buona strategia e una procedura ordinata, unita alla vostra creatività sono frecce importanti per il vostro arco, ma non sottovalutate il fattore tempo, per correggere il tiro nella direzione migliore.

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