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Giornalismo partecipativo: diventa più professionale!

Pubblicato da Luca Binotto // 22 gennaio 2014 // 36 visualizzazioni

giornalismo

L'accesso a internet e i social media hanno creato una nuova classe di giornalisti self-made in grado di diffondere notizie in modo veloce e capillare.

Tradizionalmente questo tipo di lavoro era riservato a giornalisti professionisti; ora il cittadino comune ha un potere enorme…ma è un bene o un male? Il dibattito è aperto da tempo: il reporter improvvisato non ha una formazione adeguata, non segue un codice etico (si ok, ci sono professionisti che ignorano il significato del termine) o oltrepassa limiti che non dovrebbero essere violati.

I social hanno distrutto l’informazione classica, ma cosa possono fare gli scrittori del web per essere un po’più simili a dei pro?

La storia.
Si inizia con una storia. No, non  è così semplice.  Non sempre la storia vi interesserà così tanto da creare un bell’articolo al primo tentativo; pensate a una diversa prospettiva, una nuova angolazione, un punto di vista che a) vi permetta di scrivere in modo più spontaneo b)  susciti curiosità e avvicini il lettore a chi scrive.

A volte è necessario ripartire da zero. Non abbiate paura

Scrittura.
Leggendo I testi trovati sui social/blog le prime cose che si notano sono la costante presenza di typos (errori di battitura) e la grammatica indecente. Scrivere, editare, riscrivere, leggere, pubblicare. Ecco una sequenza corretta.
Certo, un errore può sfuggire, ma alcuni testi sono davvero illeggibili. Ricordatevi che i ‘gramar nazi’ sono sempre in agguato!

Emozioni.
Un buon giornalista sa come va raccontata una storia. Far provare qualcosa al lettore è la chiave per il successo dell’articolo.
Un piccolo suggerimento: è preferibile scrivere in forma attiva e non passiva, almeno secondo Rebecca Johnson, professoressa di cultura e etica alla USMC.

Fatti e fonti.
Mai e poi mai pubblicare qualcosa di non veritiero intenzionalmente! Purtroppo i social sono pieni di false informazioni.
Per essere professionali dovete sempre controllare fonti e fatti. E non abbiate paura di pubblicare correzioni. 

Etica.
I giornalisti professionisti seguono un codice etico, quelli amatoriali invece no.
Scrivere una lista di punti fondamentali per l’etica del proprio lavoro è essenziale…a patto che li seguiate.

Network.
Create connessioni, sia reali che virtuali. Beh, in fondo questa figura è nata con il web…se non siete capaci voi di farvi notare online, chi altro lo dovrebbe essere?

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