Ente accreditato Regione Veneto n.4271

La cangiante veste della sofferenza

Pubblicato da Luca Binotto // 27 gennaio 2014 // 85 visualizzazioni

Birkenau

La giornata della memoria è la ricorrenza internazionale che ricorda le vittime dell’Olocausto, il genocidio perpetrato dalla Germania nazista e dai suoi alleati. Un delirio di onnipotenza che ha portato all’annientamento delle categorie da loro ritenute ‘inferiori’ o ‘ indesiderate’.

È stato scelta questa data per celebrare il 27 gennaio 1945, giorno della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz da parte delle truppe sovietiche dell’Armata Rossa.

    « La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati. »

Perché ho scelto la parola cangiante nel titolo dell’articolo? È un rifermento al sistema di codifica dei prigionieri nei campi di sterminio:

Un triangolo rosso significava prigioniero politico.
Una stella a sei punte gialla identificava i detenuti ebrei.
Un triangolo verde contrassegnava i prigionieri criminali comuni
Un triangolo nero era assegnato agli “asociali”
Un triangolo rosa significava omosessuale
Un triangolo marrone era il segno di distinzione degli zingari
Un triangolo viola marchiava i Testimoni di Geova

Vi lascio con tre di citazioni di Primo Levi, chimico e scrittore italiano, che ha vissuto sulla propria pelle la terribile esperienza della privazione di libertà e dell’annientamento della persona ad Auschwitz nel 1943.

Nelle intenzioni fasciste, [in Italia] la caccia all'ebreo non avrebbe dovuto essere meno accanita che nella Germania alleata, ma è stata ampiamente vanificata dalla sensibilità umana degli italiani, dalla indifferenza politica di allora, e dal discredito di cui il fascismo si era ormai coperto. (Primo Levi)

Devo dire che l'esperienza di Auschwitz è stata tale per me da spazzare qualsiasi resto di educazione religiosa che pure ho avuto. […] C'è Auschwitz, quindi non può esserci Dio. Non trovo una soluzione al dilemma. La cerco, ma non la trovo. (da Conversazioni con Primo Levi)

Ogni tempo ha il suo fascismo: se ne notano i segni premonitori dovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità e la capacità di esprimere ed attuare la sua volontà. A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col terrore dell'intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l'informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l'ordine, ed in cui la sicurezza dei pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato dei molti. (Primo Levi)

Non dobbiamo dimenticare o rischiare che i giovani possano ignorare, non capire o addirittura negare l’accaduto. Tutti noi dobbiamo impegnarci affinché la storia della Shoah non conosca mai l’oblio.

Topic:

Send this to a friend