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Gli intenti di ricerca: cosa sono e come studiarli

Pubblicato da Nicola Burei // 24 Febbraio 2020

Gli intenti di ricerca rappresentano i motivi per cui gli utenti effettuano determinate ricerche.

Vogliono comprare qualcosa? Vogliono compiere un’altra azione come, ad esempio, scaricare un ebook? Vogliono visitare un sito web specifico? Sono in dubbio se acquistare un prodotto o un altro? Stanno cercando di soddisfare una determinata esigenza informativa?

Di conseguenza, lo studio degli intenti di ricerca serve per individuare quale approccio seguire per realizzare i contenuti di un sito web con l’obiettivo di posizionarci bene sul motore di ricerca.

Dobbiamo realizzare un catalogo prodotti suddiviso per categorie? Oppure un articolo che compari due prodotti? O un lungo approfondimento che ci racconti, in maniera quasi enciclopedica, tutto su un determinato argomento?

Dobbiamo sempre tenere a mente che l’obiettivo finale è quello di realizzare dei contenuti che siano veramente utili per gli utenti che hanno effettuato quella determinata ricerca. Solo così Google potrà ritenerci rilevanti per quella query e concederci qualche possibilità di posizionamento.

L’importanza dell’analisi della SERP

Se non riusciamo a cogliere la sostanziale differenza che c’è tra le query “arredare giardino” e “arredo giardino”, in termini di intenti di ricerca, siamo condannati alla sconfitta.

Ma come facciamo a capire qual è l’approccio giusto?

La risposta è abbastanza scontata: iniziamo con il verificare quale tipologia di contenuti Google mostri in SERP per le due query.

Analisi intenti di ricerca

Analisi intenti di ricerca

Risulta abbastanza evidente che nel primo caso vengono privilegiati contenuti informativi e nel secondo di tipo più commerciale.

A giudicare dalle risposte che ha fornito Google, sembra che con la query “arredare giardino” gli utenti siano alla ricerca di ispirazione, cioè idee, consigli, foto, tante foto. Al limite possono anche essere interessati al fai-da-te: c’è anche questa sfumatura da prendere in considerazione. In misura minore, quasi relegato in un angolino, c’è un intento commerciale locale: Google lo soddisfa inserendo a fondo pagina il local pack con 3 negozi a cui rivolgersi.

Per quanto riguarda la query “arredo giardino”, l’intento è spiccatamente commerciale. Non solo il local pack è balzato a inizio pagina, ma anche gli altri risultati in SERP parlano chiaro: negozi, negozi, negozi!

Di conseguenza, secondo voi, quale contenuto dovremo sviluppare per la prima query e quale per il secondo? La risposta è abbastanza evidente nei due screenshot appena visti.

Intenti espliciti e intenti impliciti

Non sempre è facile capire subito dalla query quale sia il vero intento di ricerca dell’utente.

Ad esempio, la query “come eliminare il calcare dal bollitore” non lascia molti dubbi su quello che sta cercando l’utente.

Ma la query “aceto”, giusto per restare più o meno in tema, che intenti ha?

Come sempre l’analisi della SERP ci può dare una mano:

Analisi SERP

Notiamo subito l’approccio informativo: cos’è, proprietà, benefici, usi, ecc.

Quindi gli utenti che scrivono “aceto” non sono interessati all’acquisto, ma a scoprire quali sono le sue proprietà, se può fare bene, per cosa lo si può utilizzare al di là dell’alimentazione, ecc.

Colpisce anche il fatto che il sito di Ponti (notoriamente un produttore di aceto) si sia posizionato non con una pagina di prodotto ma con un articolo sugli “Utilizzi dell’aceto per la salute e la bellezza”. Anche loro sono dovuti scendere a compromessi! 🙂

Altri strumenti

Oltre all’analisi della SERP, gli altri strumenti che ci possono dare una mano a comprendere bene quali siano gli intenti di ricerca collegati a una determinata query sono molteplici.

Innanzitutto è bene dare una letta agli articoli che si sono posizionati meglio in SERP: comprendere che taglio hanno dato al contenuto e quali sotto-argomenti hanno affrontato è un buon modo di cominciare.

Poi, per trovare altre ispirazioni, possiamo utilizzare gli strumenti che Google stesso ci mette a disposizione. Giusto per citarne un paio tra quelli che vediamo nei nostri corsi di digital marketing: Google Suggest e Ricerche Correlate di Google:

Ricerche correlate Google

Osserviamo come già da qui possiamo prendere diversi spunti sugli argomenti che potremmo trattare all’interno del nostro contenuto per farlo diventare il più utile possibile per i nostri utenti.

Si potrebbe andare avanti a lungo con l’elenco degli strumenti ma già l’analisi della SERP, lo studio degli articoli meglio posizionati, Google Suggest e le Ricerche correlate di Google rappresentano un buon punto di partenza.

E tu come procedi? Raccontacelo nei commenti!

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