Google Font pairing: combinazioni insolite

18 Febbraio 2022 Paola Franco web

Trovare il giusto abbinamento tra due o più font per i nostri progetti è più difficile che trovare l’anima gemella. Guardando un sito web riconoscere una combinazione poco felice è facile anche per chi non è un graphic designer, basta uno sguardo per capire che semplicemente l’abbinamento non funziona. 

Scegliere i giusti font e abbinarli alla brand identity dell’azienda e allo stesso tempo non essere banali e scontati è un arduo compito. Come possiamo pensare di inviare il giusto messaggio agli utenti quando questo è difficile da leggere? 

Questo articolo non vuole essere una lista di abbinamenti visti mille volte, ma uno spunto per dare freschezza e modernità ai vostri prossimi progetti. 
Prima di mostrarvi degli esempi ecco alcune linee guida per orientarvi

Comprendere le categorie dei font

Le macro categorie in cui i font si distinguono sono: serif (font graziati tipo il Times New Roman), sans-serif (o bastoni, come l’Arial o l’Helvetica), scritti a mano e display. Conoscere le caratteristiche delle diverse categorie vi permette di scegliere una combinazione di font che si adatti al vostro lavoro e messaggio. 

Scegliere font appartenenti allo stesso macroinsieme

Se non volete rischiare a volte la miglior scelta è la semplicità. Utilizzare in un progetto 2 font con caratteristiche simili, ad esempio due sans-serif, permette spesso di andare sul sicuro. Un’altra opzione è quella di utilizzare sempre lo stesso font e giocare con i diversi pesi. Mischiare tra light, medium e bold permette soluzioni molto interessanti e allo stesso tempo non banali. 

Utilizzare font di categorie diverse

Se scegliete di mischiare 2 diverse tipologie di font, un display e un sans serif ad esempio, la parte difficile è impostare una gerarchia ben bilanciata. 

Scegliere due font con una grande personalità rischia di sovra-appesantire l’interfaccia, quindi il mio consiglio è quello di scegliere un main font e di abbinarci un carattere che sia più “trasparente”, cioè che non sia altrettanto importante o ricco o che addirittura vada nella direzione totalmente opposta.

Ad esempio se il vostro progetto prevede l’utilizzo di un font super classico scritto a mano per i titoli evitate di abbinarne uno ipermoderno e “tecnologico” per il corpo.

COMBINAZIONI consigliate

Proza Libre e Open Sans

Proza Libre: titoli
Open Sans: paragrafi

Il Proza Libre è un font molto interessante perché coniuga le proporzioni dei font classici rinascimentali con la rimozione delle grazie, inoltre è facile da leggere e molto elegante. L’associazione con l’Open Sans è quindi facile, insieme rendono il nostro sito web pulito senza rinunciare al carattere. 

Nunito

Nunito: titoli e paragrafi

Ecco una combinazione “non combinazione”. A volte basta saper dosare sapientemente i pesi di un font per rendere le nostre pagine interessanti. Il Nunito infatti è un font variabile con i pesi dall’extra-light 200 al Black 900, il che lo rende super versatile all’interno di un progetto web. Provate anche a giocare con la regola letter-spacing per aggiungere varietà al vostro sito. 

Merriweather e Lato

Merriweather: titoli
Lato: paragrafo

Il Lato (che significa “estate” in polacco) è uno font presente in Google Font dal 2010 che è perfetto per i grandi blocchi di testo nei nostri siti web. Infatti è stato creato per essere un font “trasparente”, cioè un font che riempie senza distrazioni, per lasciare il focus sul contenuto più che sul font stesso. 

Lo stesso si può dire del Merriweather, un font serif leggibilissimo e piacevole da leggere a schermo. La combinazione dei due font quindi è adatta a siti web che non devono “stupire” ma devono accompagnare l’utente senza distrazioni. 

NB: provate la combinazione anche al contrario, Merriweather per i paragrafi e Lato per i titoli, ne rimarrete stupiti. 

Abril Fatface e Roboto

Abril Fatface: titoli
Roboto: paragrafo

Questa combinazione è molto particolare perché sposa la semplicità del Roboto con un font più marcato come l’Abril Fatface
Il font Abril Fatface infatti è un font con una sola variazione di peso ispirato ai titoli utilizzati nei poster di advertising nel 19° secolo in Francia e Inghilterra. La sua caratteristica principale è quella di avere curve molto pulite e nette in contrasto con delle grazie molto sottili. 

Il mio consiglio è di utilizzarlo per titoli a dimensioni elevate. Il Roboto light in abbinata equilibra bene tutta la struttura

Archivo e Open Sans

Archivo: titoli
Open Sans: paragrafi

Il font Archivo qui proposto è un font grotesque (termine utilizzato come sinonimo per i sans serif) pensato per titoli e testi in risalto ed è adatto sia alla carta stampata che al mondo del digitale. La combinazione con il font Open Sans, uno dei font più leggibili a nostra disposizione, rende questa combinazione adatta a siti dal carattere moderno e giocoso.

Prata e Lato

Prata: titoli
Lato: paragrafo

Questo abbinamento porta eleganza e pulizia alla pagina, entrambi i font infatti sono semplici e raffinati in maniera differente. Il Prata è un font serif elegante e di carattere che ben si sposa ad un Lato in versione light.

Bitter e Raleway

Bitter: titoli
Raleway: paragrafi

Una combinazione classica, serif per i titoli e sans serif per i paragrafi. Classica però non significa banale, il Raleway infatti con il suo stile elegante, pulito e i suoi innumerevoli stili bilancia ottimamente lo stile più classico del font Bitter. Il Bitter è un font slab serif contemporaneo specificatamente creato per rendere la lettura di testi piacevole e confortevole in ogni dispositivo o computer. Il mio consiglio è quello di utilizzarlo a grandezze superiori ai 20/25px per i titoli. Se scegliete di utilizzarlo come font per i paragrafi vi avviso che il suo stile “regular” tende ad essere più grosso di quello a cui siete normalmente abituati. 

Monoton e Rubik

Monoton: titoli
Rubik: paragrafi

Monoton è un font della categoria display, perfetto per i titoli e che richiede almeno un font-size superiore a 30 per essere leggibile. È adatto a progetti dal gusto retrò e con un allure un po’ freak. Affiancarlo ad un font sans serif poco utilizzato quale il Rubik è la scelta ideale perché con i suoi angoli arrotondati smorza la rigidità dei bordi netti del Monoton.

Ultra e Slabo 13px

Ultra: titoli
Slabo 13px: paragrafi

Ecco un’ultima combinazione insolita ma dal grande stile. Lo Slabo 13px è un font serif che è stato appositamente studiato per essere ben leggibile anche negli schermi dei computer e che quindi può essere utilizzato nei paragrafi senza paura di abbassare il livello di leggibilità. Abbinato all’Ultra crea una combinazione che attirerà sicuramente l’attenzione dei vostri utenti. Il font Ultra ,che come dice il nome stesso è un font ultra bold, prende lo stile dai font egiziani ed è ideale per i titoli grandi e corti.

Considerazioni finali

C’è un motivo per cui per i testi viene consigliato l’utilizzo di font bastoni e che i font maggiormente utilizzati nel web siano il Roboto, il Montserrat, il Lato, il Poppins e altri appartenenti a questa categoria. Hanno un’ottima leggibilità, sono semplici e non distraggono l’utente. Se la prima cosa che notiamo in un sito è il font significa che la nostra scelta non è funzionale al messaggio che vogliamo inviare.

Con questo articolo ho voluto proporre delle combinazioni poco utilizzate insieme a dei grandi classici e spero di essere stata di ispirazione per il vostro prossimo progetto sia esso web o cartaceo. Se avete dei dubbi o volete dei consigli scriveteci pure nei commenti!

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