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Google+, il social desert

Pubblicato da Luca Binotto // 30 settembre 2013 // 120 visualizzazioni

Cammello nel deserto

Come dicevo in un post precedente, Google+ è un deserto molto affollato, potremmo chiamarlo Social Desert. Si, Google si fa bella dichiarando un’altissima percentuale di utenti attivi, al contrario di Facebook che ha milioni di account abbandonati da mesi.

Ma l’azienda di Mountain View ha deciso di considerare utenti attivi tutti coloro che usino un qualunque servizio Google mentre sono loggati (questi poi sono collegati a G-Plus)…io la chiamo ‘furbata’. Resta il fatto che la condivisione su questo social aiuti indicizzazione e posizionamento dei contenuti, strano no?

Ora, per curiosità, vediamo come le grosse aziende sfruttino G+ nella loro strategia di social media marketing:

Apple. Non lo usa. Sarebbe strano il contrario 😉

Amazon. Inattiva da settembre 2012, ha comunque più di 372K seguaci…e nessuno si lamenta per i mancati aggiornamenti. Si però, Amazon può.

Dell. Ecco, l’azienda americana produttrice di computer è davvero molto attiva, si parla di più post al giorno. Ma, nonostante i suoi 337K+ follower, le interazioni sono davvero pochine.

Sony. Come Dell: aggiornamenti frequenti, tantissimo seguito ma poche interazioni.

Hp. Stessa storia, forse un po’più di interesse del pubblico ma da 450K seguaci ci si aspetterebbe un po’di più.

Abbiamo due possibilità: le aziende hanno tentato la stessa strategia adottata per gli altri social e non ha funzionato oppure G+ non ha lo stesso appeal degli altri social network. Probabilmente perché non ci si può fare gli affari degli altri così facilmente come in Facebook…che ne pensate?

Conclusione: postate lo stesso su Google Plus, vi leggeranno in pochi ma la pagina ha un aspetto professionale e potrebbe aiutarvi a scalare posizioni sui motori di ricerca. 

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