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La chiameranno guerra del video

Pubblicato da Luca Binotto // 3 luglio 2015 // 93 visualizzazioni

video-bomba   Dalla sua fondazione, circa 10 anni fa, YouTube ha sempre cercato di difendersi da quanti volessero insidiare il suo primato come primo canale di condivisione video nel Mondo. Tuttavia il suo primato potrebbe presto essere messo pericolosamente in discussione, giustificando una “guerra del video” di proporzioni mondiali.

Qualche dato

Tratteggiamo la situazione attuale, aiutandoci con qualche numero che ho raccolto qua e la, per fare chiarezza e cercare di prevedere quale mosse faranno i grandi player di condivisione video, gli editori e i marketers. All’inizio del 2015 la domanda di video è aumentata vertiginosamente. Secondo una ricerca condotta da Cisco Systems, il video rappresenta oggi il 78% dei dati Internet e la cifra è destinata ad aumentare fino all’ 84% entro il 2018. Nel 2019 i contenuti video copriranno l’’80% di tutto il traffico internet. Stiamo parlando di una media di 100 milioni di persone che ogni giorno guardano almeno un video.

Numeri incredibili che devono essere confrontati con un’’altra variabile, quella degli investimenti pubblicitari. La ricerca condotta da Mixpo ha rilevato che l’’89% delle grandi aziende e agenzie mondiali ha deciso di concentrare i propri investimenti nella produzione di video. È stato, inoltre, stimato che entro il 2015 gli annunci pubblicitari su Facebook sotto forma di video potrebbero superare gli investimenti su Youtube. Eccolo l’avversario numero uno, Facebook. Immagino ci foste già arrivati. Facebook negli ultimi 6 mesi ha virato non troppo bruscamente verso il video. Il motivo è essenzialmente uno, quello di aumentare all’’infinito l’’esperienza utente all’’interno del proprio canale e riutilizzare questo vantaggio come leva sugli editori e sui grandi players del mercato adv.

Una nuova ricerca, questa volta made UK, condotta da Locowise, società di analisi dei social media ha censito 5000 brand page, scoprendo che il 43.36% di loro stava investendo in annunci pubblicitari su Facebook. Un incremento del 503% rispetto alle cifre di aprile, in cui era solo il 7,19% delle pagine ad utilizzarli. La strategia di Facebook ha coinvolto anche il suo algoritmo, che ha iniziato a premiare i video postati dagli utenti, posizionandoli tra le prime posizioni del newsfeed. Meglio ancora, se il video è caricato direttamente su Facebook e non semplicemente condiviso da altre piattaforme, come YouTube. E ora altre due novità:

  1. Facebook ha deciso monetizzare i video, un po’’ come fa YouTube, guarda caso. In funzione di questo ulteriore passo in avanti ha inoltre annunciato che prima della fine del 2015 inizierà a premiare i proprietari dei video con il 45% dei ricavi pubblicitari, dividendo ciò che rimane con gli editori.
  2. Il 30 giugno ha, inoltre, comunicato una nuova opzione tariffaria per gli annunci video. Gli inserzionisti pagheranno per gli annunci che verranno visualizzati per almeno 10 secondi. Molti addetti ai lavori, infatti, non erano soddisfatti di pagare i video sponsorizzati con la stessa politica del post classico (parliamo di balene del calibro di WWP), che non permetteva di assorbire il messaggio contenuto nel video nel modo migliore.  Da qui, lo scatto di Facebook e l’’attivazione dell’’opzione (a pagamento ovviamente).

Conclusioni

I principali social network non stanno certo a guardare proponendo la loro versione di condivisione video. Twitter, Snapchat e persino Pinterest. Anche LinkedIn, attraverso il suo asset Slideshare, ha iniziato a condividere contenuti video, ovviamente riferendosi ad un target generalmente business. Tuttavia sembrano pesci piccoli a confronto dei due principali antagonisti che fra non molto si spartiranno il mercato. Quello che mi chiedo è quanto tempo passerà prima che Google faccia qualcosa e poi, se Facebook inizierà a rosicchiare sempre più terreno sotto i piedi di YouTube, quale sarà il suo futuro? E quello di Google? A decidere sarà come ogni guerra il “vil denaro”.

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