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Niente è più virale della realtà

Le condizioni necessarie per realizzare un progetto di successo

Pubblicato da Luca Binotto // 14 ottobre 2015 // 129 visualizzazioni

video-virale-reale Spesso mi viene chiesto come si crea un video virale e soprattutto se esista o meno una formula segreta per realizzarne uno che possa, nel giro di pochi giorni, aumentare i fan su Facebook, o che faccia decollare le visualizzazioni della pagina YouTube. Ebbene, non esiste una formula segreta. Esistono le condizioni indispensabili per la realizzazione di un progetto e poi esiste una buona dose di ILF.

  • Intuito: il contenuto giusto nel posto giusto al momento giusto. Detto in parole chiare, bisogna realizzare quello che il pubblico vuole, oppure quello che non si aspetta.
  • Lungimiranza: è importante fiutare il cambiamento, programmare le proprie azioni con anticipo e servire il tutto nel miglior modo possibile. Quindi evitate di trovarvi con l’’acqua alla gola e un progetto lasciato a metà.
  • Fortuna: se non se ne ha da parte, bisogna crearsela. A volte sono gli eventi che vi favoriscono, altre volte è il soggetto giusto che vi traina. Carpe diem.

Prima di tutto, però ci sono le condizioni indispensabili. Il progetto deve avere un obiettivo. Il progetto deve raccontare una storia. Il progetto deve appassionare (per cominciare chi ci lavora). Il progetto deve emozionare.

We have a plan

Vi porto l’’esempio di una campagna di sensibilizzazione globale che ha coinvolto diverse ONG, personaggi pubblici, artisti, brand internazionali e semplici cittadini. Oh, se non ne avete sentito ancora parlare è perché, come spesso capita in Italia ci piace parlare d’altro. In occasione del summit delle Nazioni Unite, che si è svolto tra il 25 e il 27 settembre scorso, sono stati definiti 17 Global Goals (obiettivi) da risolvere nei prossimi 15 anni, tra i quali, la fine della povertà estrema, la lotta alla disuguaglianza e alle ingiustizie e la salvaguardia del clima globale. Il piano di comunicazione ha richiesto la creazione di pagine web che coinvolgessero quante più persone possibili nel Project Everyone. Sono stati condivisi diversi video prima e dopo l’’evento, l’’ultimo dei quali qualche giorno fa, prodotto dalla Aardman Studios, lo studio di animazione britannico che ha realizzato “Galline in fuga” e “Wallace & Gromit”. Il messaggio è chiaro, con tanto di selfie e rappresenta anche il loro primo spot cinematografico globale.

Tuttavia, i video che più di tutti hanno generato un effetto virale, sono quelli che raccontano la realtà dei fatti, con l’’obiettivo ben preciso di stimolare il nostro impegno comune, spingerci ad agire, verso un futuro migliore. Il seguente video è stato pubblicato a giugno di quest’anno, per lanciare l’iniziativa.

Qualche giorno prima del summit, è stato pubblicato questo video, ricco di testimonials e di significato.

A supporto di tutta la comunicazione, sono stati creati pagine social dedicate, una app disponibile sia per Apple, sia per Android e l’’hashtag #TellEveryone e oltre a #GlobalGoals naturalmente.

Conclusioni

Niente ci emoziona più della realtà che ci circonda, perché potremmo farne parte, come fossimo noi stessi i protagonisti. Il coinvolgimento crea senso di appartenenza. Il senso di appartenenza genera legami e il modo migliore per stringere quei legami è condividere i nostri sentimenti.   stadio-calcioAllo stadio è intonare un coro e creare un’’unica voce. Sul web sono le emozioni che esprimiamo ad essere più facilmente condivise. Maggiore è la condivisione, maggiori sono le possibilità che il contenuto diventi virale. Per lo stesso motivo, chi si trova in curva urla più forte di chi si trova in tribuna e chi si trova in tribuna urla solo se urla la curva.   Immagine: Guillaume Chagnard Photographie

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