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Perché ci si impegna sempre meno nei Social Network?

Pubblicato da Luca Binotto // 4 Marzo 2016 // 276 visualizzazioni

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Sembra un paradosso ma, se da una parte aumentano i social network, dall’altra parte si registra un calo dell’impegno degli utenti.

Nel corso del 2015, secondo i dati pubblicati da SimpleReach Digiday, il traffico nei siti dei maggiori editori attivi su Facebook è calato vertiginosamente. Ben oltre il 30%.

Da Gennaio a Settembre è stato riscontrato che il traffico da Facebook al The Huffington Post è sceso del 60,1%. Fox News ha registrato un calo del 48,2%.

Quindi se vi sembra che la vostra pagina Facebook non riesca a decollare, se notate una diminuzione dei dati referral, o del traffico al blog, non dipende solo dalle vostre conoscenze in campo social, siete in buona compagnia.

Non è tutto, Forrester ha rilevato, già all’inizio del 2015 che il coinvolgimento degli utenti è in netto calo, parlo di commenti, condivisioni e like. Questo potrebbe far pensare ad una carestia di contenuti, ma in realtà le azienda si stanno impegnando più che mai nella realizzazione di contenuti.

Ma allora, perché sta succedendo questo?

La ricerca condotta da Forrester nel 2015 si è concentrata sui migliori 50 brand americani attivi nei social network.

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  • 18.3 tweet a settimana su Twitter
  • 6.5 post alla settimana su Facebook
  • 4.9 immagini pubblicate su Instagram, ogni settimana

 

Come si può notare, l’impegno delle aziende è stato costante e consistente. I contenuti sono aumentati in media del 35% secondo TrackMaven. I risultati relativi ai nuovi follower, infatti, sono positivi, con un aumento doppio di fan, rispetto l’anno precedente. Se poi consideriamo Instagram, in media le aziende hanno raggiunto un aumento cinque volte superiore del numero di fan.

Tuttavia, se andiamo in profondità, ecco che troviamo il vero dato significativo.
Il coinvolgimento degli utenti su Instagram si è ridotto quasi della metà (vedi tabella sotto) e solo in Facebook si nota un miglioramento, con tutta probabilità riferito alle inserzioni a pagamento.

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Chi è il colpevole?

Le ragioni di questa “crisi” di impegno ha due colpevoli:

  1. La saturazione dei contenuti condivisi.
  2. Le strategie dei principali Social Network, orientati a garantire maggiore visibilità, solo a chi è disposto a investire in attività pubblicitarie.

Bisogna arrendersi all’evidenza. I social network non sono più l’ancora di salvataggio del bilancio marketing di un’azienda. Qualche anno fa Facebook garantiva un ottimo ritorno senza troppi sforzi economici. Tutto sembrava facile ed estremamente efficace.

Oggi il mercato è cambiato. Dopo tutto, come è possibile adattarsi ad un ambiente in continua evoluzione?
Le aziende devono mettersi in testa che un’attività nei social network, non rappresenta una scorciatoia per il successo, ma è parte di una strategia di digital marketing, come l’e-mail marketing, o la classica promozione display nei portali verticali.

È un errore fermarsi al numero di fan. I marketers devono prendere in considerazione la conversazione che si concentra intorno ad un singolo contenuto e non la quantità dei contenuti.

 

La presenza nella comunità

Non esiste un unico percorso quando si innesca una strategia social. Le delusioni sono dietro l’angolo, ma fanno parte del gioco. Quando si accetta di confrontarsi con un mercato che non si conosce alla perfezione, sarebbe stupido, non considerare una percentuale di rischio e di fallimento.

Nei social network questo dato è evidente, non solo a chi gestisce una pagina aziendale, ma anche a tutti gli utenti. Un post che non riesce a raggiungere abbastanza visualizzazioni e non riesce a raccogliere interazioni, non riuscirà mai a creare quella partecipazione che tanto speravamo quando abbiamo programmato quel post. Questo non significa che siamo dei cattivi comunicatori. Non bisogna arrendersi e imparare ogni giorno qualcosa di utile per il futuro, aggiornandosi di continuo.

La risposta alle nostre pene, non è il singolo social network o il blog. Bisogna cercare di costruire intorno ai contenuti una comunità di fedelissimi che non aspettano passivamente l’intervento degli utenti, ma agiscono a sostegno del brand.

Il ruolo degli influencer nel corso del 2016 sarà, infatti, determinante per spingere la voce dell’azienda nella giusta direzione. L’analisi dei dati, la costruzione di percorsi di fidelizzazione permetteranno di concentrare gli sforzi su un target molto circoscritto, ma altamente sensibile al messaggio comunicato.

Non solo, la credibilità e l’autorevolezza del brand deve necessariamente prendere forme nuove. I video, il live streaming, le operazioni cross-channel sono solo alcuni dei mezzi che in un futuro molto vicino, avranno un peso specifico importante all’interno di ogni strategia marketing.

 

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