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Quali sono i migliori social per il business?

Pubblicato da Luca Binotto // 26 settembre 2013 // 69 visualizzazioni

Question

Vi state chiedendo quale sia il miglior social network per la vostra attività? Oppure quale sia migliore per la promozione personale?

Analizziamo le 7 piattaforme che sembrano essere le più ‘consistenti’ e affidabili.

Facebook. Tutti parlano della perdita di utenti, dei dati gonfiati, del crollo del valore in borsa ma la realtà è che sono invidiosi dello strapotere di questo social; è indubbio che sia il più frequentato e, nonostante ci sia un appiattimento (fisiologico) delle iscrizioni, chi altro può vantare i numeri della creatura di Zuckerberg? Nessuno.

Google+. Beh, direi che è un deserto molto affollato, tanti iscritti ma poche interazioni, almeno in Italia. Il numero di iscritti è così alto perché è collegato alle nuove caselle di Gmail, quindi è un dato fittizio. Però può essere interessante per il business: grafica chiara, veloce, professionale. Proprio come la nostra azienda. E poi aiuta a indicizzare i nostri contenuti.

Linkedin. Il network professionale per eccellenza è in crescita continua e permette di coltivare rapporti con eventuali datori di lavoro, colleghi o futuri partner. Indispensabile.

Pinterest. Dopo il boom iniziale c’è stato un calo sensibile (effetto novità); ora però sta vivendo una lenta ripresa. Di sicuro è interessante per chi fa delle arti visive il proprio lavoro. Piccola curiosità: i picchi di accessi si hanno durante i periodi di vacanza; strano? Non direi 😉

Slideshare. Praticamente un hosting per presentazioni, risorsa davvero importante per le aziende. Listini, keynote, presentazione di prodotti, manuali e simili sono davvero apprezzatissimi dagli utenti. E si, il sito è in continua crescita.

YouTube. È il secondo motore di ricerca dopo Google e la quantità di contenuti è inimmaginabile. Nulla da dire, è un’ottima vetrina sia per iniziative personali che per aziende strutturate.

Twitter. I cinguettii continuano inesorabilmente la loro crescita e conquista del mondo, in terra anglosassone ormai sono un must, ma l’Italia segue e ruota. È il modo giusto per dare news e brevi (140 caratteri) comunicati agli utenti. Pensateci. 

In America va moltissimo Tumblr ma da noi non ha preso piede e, per ora, investire qui non ha molto senso. Lo stesso vale per StumbleUpon, io lo uso ma il ritorno è quasi nullo. Esperimento fallito.

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