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#1 Restyling venetoformazione.it: la raccolta

Pubblicato da Luca // 14 luglio 2015 // 62 visualizzazioni

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Un sito internet è un po’ come un guardaroba: ogni tanto bisogna mettere ordine, altre volte serve una rivoluzione. I gusti cambiano, le stagioni passano e la t-shirt preferita ormai sembra uscita da un conflitto a fuoco. Ecco perché abbiamo deciso di rivoluzionare il nostro armadio e iniziare un programma di restyling del nostro venetoformazione.it. Poi ci siamo detti, perché non approfittare di questa occasione, per darvi alcuni consigli sul da farsi. In queste ultime sei settimane ci siamo confrontati sulla struttura, sui contenuti, sulla creatività, sull’usabilità. Abbiamo deciso i nostri obiettivi e valutato il nostro target. Tutto ciò che precede l’inizio vero e proprio del progetto è una fase molto delicata, in quanto va a condizionare tutte le scelte future e vi assicuro che è preferibile prendersi tutto il tempo necessario e anche oltre, per preparare il campo, prima di ritrovarsi in fase di caricamento dei contenuti e accorgersi che tutto è da rifare.   Andiamo con ordine.

Chiamiamola fase zero

La rivoluzione dell’armadio parte da un “censimento”. Si prende capo per capo e si decide cosa tenere o cosa non tenere. Quando ci si prepara a effettuare un restyling di un sito internet bisogna partire da ciò che si ha e cercare di capire cosa manca, cosa va tolto e soprattutto cosa mantenere, perché non bisogna dimenticare che la parola restyling non significa stravolgere la propria identità, ma semplicemente attualizzarla.

Fare ordine vi darà la misura di quello che sarà il vostro lavoro futuro. Il passo successivo è programmare le varie ioperazioni e calendarizzare (bruttissima parola) gli step fissando una dead line, cioè la data di pubblicazione del sito.   Si inizia sempre così.

#1 La raccolta

Condurre una buona ricerca è la prima fase. È essenziale capire dove sta andando il mercato, cosa offre e soprattutto come lo offre. Evitate, ad esempio, di fare le cose che vi piacciono. Non fraintendetemi, ma il sito deve essere un punto di riferimento per il vostro target, non per voi. Poi se riuscite a conciliare l’utile al dilettevole, avete fatto bingo. Concentratevi sul vostro settore e su ciò che volete offrire e non parlo esclusivamente di ciò che si vende. Parlo dei contenuti che si desidera rendere disponibili. Vanno fatte, quindi, delle scelte, in funzione della vostra strategia di comunicazione.

In questa fase è importante aprire la mente e uscire dal proprio giardinetto, perché molte soluzioni potrebbero essere suggerite da siti esteri. Create un Excel, delle slide, salvate nei preferiti e assegnate un’etichetta o annotateli semplicemente su un foglio di carta. Quello che conta è raccogliere il maggior numero di informazioni. Mi è capitato, ad esempio, di navigare un sito che mi ha colpito semplicemente per l’organizzazione del footer, un’altra volta è stato il form di contatto.

Essere originali è importante ma bisogna ricordare che esistono regole non scritte che non possono essere stravolte. Il rischio è quello di disturbare la lettura, forzando la mente a rielaborare un nuovo ordine di idee.  Meglio, secondo me, declinare uno schema condiviso, in funzione della propria identità aziendale e del settore di appartenenza: in questo modo si crea un legame con l’utente, senza imporre le proprie regole. Lui vi ringrazierà, continuando a navigare il vostro sito.   Concludiamo qui la prima parte. Alla prossima settimana per lo step #2.

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