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L’importanza della scelta delle keyword giuste

Le parole chiave nella SEO sono ancora importanti, ma c'è molto di più

Pubblicato da Alessio Turriziani // 28 giugno 2018 // 116 visualizzazioni

Potrebbe sembrare banale per alcuni che dei SEO di vecchia data, nel 2018, stiano ancora a predicare di come si cercano le keyword giuste. Eppure, è ancora necessario mettere un po’ di ordine dove spesso regna la confusione.

Differenza tra keyword e query

Innanzitutto, distinguiamo tra keyword (che utilizziamo noi SEO) e query (la ricerca effettiva dell’utente). La query è il bisogno che l’utente esprime al motore di ricerca e con la quale sta chiedendo una risposta. Due, tre cinque sette parole, poco importa, con quella frase l’utente chiede al motore una risposta e quindi l’individuazione di keyword vicine a quelle richieste diventa strategico al fine di intercettare quelle persone che stanno effettivamente cercando il nostro prodotto o servizio, e che compiranno le azioni che abbiamo disegnato per loro sul nostro sito

Capire veramente quali sono le parole giuste da usare: questo dovrebbe essere il nostro obiettivo. Le parole chiave sono alla base di molti processi, ad esempio la creazione di contenuti, ma anche dell’alberatura informativa, o dell’analisi dei competitor online… Per questo occorre fare molta attenzione nella selezione delle parole chiave, perché essendo la base, se sbagliamo le parole chiave, sbaglieremo tutto il resto.

È per questo motivo che un buon corso SEO dovrebbe sottolineare sempre quanto sia importante individuare le keyword più corrette e trasferire ai corsisti questa filosofia che nasce dall’esperienza di anni e da centinaia di progetti seguiti.

esempio uso answer the public
Esempio di ricerca query con Answer the public

Dovendo fare una selezione keyword per un progetto, molti chiedono: ma da dove inizio?

Facciamo l’esempio della ricerca keyword per un cliente/azienda. Inizialmente dobbiamo raccogliere tutte le informazioni sull’azienda, le brochure, i volantini, i cataloghi, i comunicati stampa. Entriamo bene, ma molto bene, nel “mondo” di questa azienda: chi è, cosa fa, cosa vende, a chi lo vende, quando, chi sono i clienti, chi i fornitori, punti di forza e di debolezza, cose buone e meno buone, insomma vita morte e miracoli… Solo così possiamo dire di conoscere bene il nostro cliente.

Si può rivelare molto utile, ad esempio, comprare riviste di settore per comprendere meglio le dinamiche di quel mondo. Poi, ci possiamo far dare una lista dei competitor che ha in testa il cliente e analizzare quei siti. Contemporaneamente, possiamo far compilare al cliente un questionario con le informazioni iniziali che abbiamo da chiedergli; sarebbe meglio non lavorare su cose dette a voce, meglio se sono scritte, così anche il cliente sarà costretto a pensare bene a quello che scrive e questo in molti casi gli sarà anche utile per ripensare al suo business. Alla fine di questa scorpacciata di informazioni possiamo dire di conoscere un po’ meglio il suo mondo e possiamo iniziare a buttare giù le prime parole chiave. È caldamente consigliabile procedere in questo modo, prima di proseguire con l’analisi vera e propria delle parole chiave.

A questo punto possiamo usare alcuni strumenti, ma solo adesso perché prima non saremmo stati pronti per raffinare le nostre keyword:

  • Utilizzo dei suggerimenti di Google, autocompletamento e keyword correlate;
  • Analisi dei siti competitor, analisi dei testi e delle caratteristiche;
  • Utilizzo di Google Adwords;
  • Utilizzo di Google Trends;
  • Utilizzo di Answer the public;
  • Seo Zoom;
  • Utilizzo di Ubersuggest’s;
  • Keyword researcher Tools.
  • E la nostra testa, che è lo strumento più importante!!!
idee parole chiave adwords
Esempio di individuazione d’idee per keyword con lo strumento di pianificazione delle parole chiave di Adwords

 

Di solito con queste procedure arriviamo ad ottenere almeno qualche centinaio di keyword… Una base molto vasta ma che prima di essere scremata deve essere clusterizzata, cioè deve essere raggruppata per argomento.

Facciamo un esempio per spiegare meglio, il settore è quello delle scarpe:

Abbiamo 10 keyword: key1, key2, key3, key4, key5, key6, key7, key8, key9, key10, di queste 3 riguardano scarpe da bambino, 5 quelle da uomo e 2 quelle da donna.

Avremo quindi 3 cluster:

  • Scarpe uomo
  • Scarpe donna
  • Scarpe bambino

Questi tre cluster saranno anche 3 argomenti del nostro progetto.

A questo punto dobbiamo valutare e validare i cluster:

  • sono settori corretti per il nostro business?
  • sono prodotti in target?
  • possiamo inserirli nel nostro progetto?
  • conviene puntare su questi argomenti e non su altri?
  • le keyword trovate sono effettivamente ricercate dagli utenti e in che misura?

Dopo questi ragionamenti, rimarranno solo alcune delle tante parole chiave trovate.

Non ragioniamo solo sulle singole keyword

Ora ci spostiamo ad un livello superiore, quello degli ambiti, lasciando stare per un momento le keyword. Quando all’inizio dell’articolo è stato sottolineato quanto potrebbe sembrare banale che un SEO nel 2018 parli ancora di keyword è stato fatto perché limitarsi alle singole parole chiave, al giorno d’oggi, non ripaga più. Ma attenzione, ciò non significa che non ha più senso analizzare e selezionare le keyword, ma bisogna fare un passetto in più.

Il passo in più da fare è capire che non serve scegliere una sola parola chiave con cui farcire la pagina che vogliamo far indicizzare e posizionare. Esistono i sinonimi ed esistono i termini correlati. Esistono delle parole (o gruppi di parole) che afferiscono allo stesso ambito della nostra parola chiave principale. Sfruttiamo tutte queste correlate nella nostra pagina. Rendiamo vario e ricco il contenuto, piuttosto che creare 10 pagine ognuna dedicata a una singola keyword diversa che in realtà riguarda sempre la stessa cosa, andando anche ad appesantire l’alberatura del sito. Lavorare in questo modo non solo ci permette di agganciare più query (ricerche) diverse dei nostri utenti, ma ci permetterà anche di scrivere dei contenuti meno ripetitivi e “keyword-centrici”. Se per creare i nostri elenchi di keyword siamo partiti dalle intenzioni di ricerca degli utenti, sarà molto più facile raggruppare le parole chiave per ambiti (circoscritti) e creare dei contenuti mirati ma vari.

query correlate google trends
Esempio di termini di ricerca associati e querelati trovati con Google Trends

 

Per concludere: partiamo dallo studio approfondito dell’azienda e del settore, per intercettare il nostro target, così saremo in grado di capire quali sono i suoi bisogni e cosa cerca, poi trasformiamo le query che il nostro utente esprime sui motori di ricerca in keyword da utilizzare sul sito web ed infine creiamo delle pagine in grado di rispondere in modo soddisfacente ai bisogni espressi dagli utenti.

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