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Ted Coiné, intervista con il business leader

Pubblicato da Luca Binotto // 27 giugno 2013 // 35 visualizzazioni

Strategia business

Nuova puntata della rubrica ‘interviste con i Top 50 social media influencer”; oggi chiacchieriamo un po’ con Ted Coiné, uno dei fondatori di SwitchandShift.com, autore di libri e speaker di fama internazionale…insomma, si è guadagnato la posizione numero 9 della classifica di Forbes. Pensate che su Twitter ha ben 241000 followers!

Abbiamo fatto anche a lui le consuete cinque domande, vediamo cosa ci ha raccontato:

Andrea: Cosa ci puoi dire del tuo lavoro? Quali sono stati i tuoi studi?

Ted: Mi sono laureato in filosofia e psicologia alla William and Mary. Nessuna scuola di specializzazione, ma ho comunque tenuto delle lezioni al master di economia aziendale; va a sapere perché mi hanno chiamato…

Sono il co-CEO di SwitchandShift.com, pensa che è la terza volta che mi trovo ad essere l’amministratore delegato. La prima volta è stata alla mia scuola di lingua, quindi un ente no-profit che aiutava i bambini poveri ad avere un laptop e ad imparare grazie a questo strumento.

Come molti imprenditori, ho fatto così tanti errori nella mia carriera… Difficilmente altre persone potrebbero sopportare una cosa del genere. Non vorresti fare quello che ho fatto, almeno per la maggior parte. Ma un paio di cosette alla fine hanno funzionato. Il trucco è imparare velocemente e non fare mai lo stesso errore due volte. Oh, e la mia regola di vita (e business) numero 1 è: divertiti!

A: Si, sono d’accordo con te! E, secondo te, quali sono le caratteristiche indispensabili del buon web marketer?

Ted: Pensala così: SOCIAL (media). Coinvolgi, non sputare solo informazioni. Il più grande errore che vedo fare da molti brand è vedere i social come un cartellone pubblicitario o un magazine: pensano si possa comunicare ai futuri clienti in modo unidirezionale, senza possibilità di replica o interazione, sperando che qualcuno si interessi all’acquisto. Questo fa tanto 1993, Nel 2013, se fai una cosa del genere online, verrai ignorato e avrai relazioni solo con i tuoi competitor, un bel circuito chiuso.

Ecco cosa pensa un utente: ‘Parlami, fammi vedere che mi conosci. Dimostrami che c’è una persona dietro al post, una persona con la quale mi piacerebbe fare affari, una persona vera che scrive su Twitter, Facebook o nei commenti del blog aziendale. Dammi dei contenuti interessanti. Allora, e solo allora, sarò interessato a comprare qualcosa da te’.

È come andare a un appuntamento romantico. Devi corteggiare i tuoi utenti. Fare in modo che si affezionino. Come li tratterai dopo che avranno passato la notte con te? (‘passato la notte’ al ristorante. Cosa pensavi intendessi? 😉 )

A: Quale pensi sia il futuro delle piattaforme social?

Ted: Ci stiamo frammentando – il ‘posto giusto’ sta diventando da ‘tutti su una o due piattaforme’ (Friendster, quindi Myspace, poi Facebook e Twitter, con un po’di LinkedIn e Goggle+) a tante piattaforme diverse.ad esempio, non credo che Pinterest sostituirà Facebook e gli altri, sarà solo un servizio accessorio, e molti di noi lo useranno. Ci andrò, come andrò su altri e così via…

Questo significa che il modello di business deve riflettere questa situazione. Sto già lavorando con alcuni CEOs di startup che propongono un modello pay-to-play nei loro social, al posto di ‘cattura zilioni di utenti e vendi ads’. Se fornisci un valore aggiunto, allora la gente resterà. Accidenti, proteggetemi dalla pubblicità (e l’agghiacciante pratica di vendere le mie informazioni alle concessionarie pubblicitarie) e pagherò con piacere!

A: Quali sono le 5 cose che consigli di fare immediatamente per risultare efficaci nei social?

Ted: Molte aziende hanno almeno una conoscenza base di queste pratiche, e magari anche qualche tattica, di social media. Ancora una volta sento da molti dei leader con i quali parlo che ‘i nostri investimenti nei social non stanno dando frutti. Ne vale la pena? È necessario, ma solo come misura preventiva, perché lo fanno tutti e il consumatore si aspetta che lo facciamo anche noi? Oppure è utile in qualche modo?’

La ragione è chiara, ma pochi esperti l’hanno identificata. Poche aziende hanno una vera strategia social e quasi nessuna ha allineato questa strategia ai principi aziendali (se ne hanno…o se sanno quali sono!)

Con questo in testa, queste sono le mie 5 cose da fare:

– Identificare i principi aziendali e allineare la strategia social.

– Per far funzionare i social è necessaria una ‘leadership aperta’, non solo nel reparto web ma in tutta la compagnia (questo è la parte principale del libro che sto scrivendo con Mark Babbitt, in uscita in primavera)

– Fatti i primi due punti, la strategia digitale dovrebbe essere agganciata a quella tradizionale.

– Scorporare il ‘social’ dal dipartimento marketing e integrarlo in ogni parte dell’azienda (ndr. immagino, e spero, voglia dire di far capire a chi si occupa di social media cosa fa e come lavora l’impresa, in modo da poter trasmettere questi valori al pubblico).

– Assumere un Chief Social Strategist per farlo lavorare con gli altri ‘boss’. Avrai quello per cui paghi, non risparmiare o non sorprenderti quando capirai che le cose non funzionano.

A: Concludiamo con: che ci dici del tuo blog? Chi dovrebbe seguirlo?

Ted: Switch and Shift spiega come viene diretto il business nel nuovo secolo. Molti leaders ‘old-school’ sono ancora a capo di aziende, ma probabilmente non ancora a lungo. Parliamo del lato umano del business al consiglio d’amministrazione, ai CEO e al resto della classe dirigenziale, sia in grandi che piccole realtà.

Chi dovrebbe leggerci? Persone che vogliono essere leader – e vorranno essere in affari – a cinque anni da oggi. Discutiamo di leadership, cultura, social media e coinvolgimento dei dipendenti.

Ringraziamo Ted per la disponibilità e le tante idee che ci ha suggerito, alla prossima intervista!

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